Per offrirti il miglior servizio possibile Assiteck utilizza i cookies. Continuando la navigazione nel sito autorizzi l'uso dei cookie.

Caldaie

Assistenza e Manutenzione Caldaie

Riscaldamento

Lavaggio Impianti di Riscaldamento, per ottenere il massimo rendimento da qualsiasi impianto.

Climatizzatori

Installazione, manutenzione ed assistenza

Solare Termico

Assistenza impianti Solari Termici

Assiteck

Al servizio del vostro benessere in tutte le stagioni.

Lavaggio impianti di Riscaldamento

Lavaggio Impianti di Riscaldamento

Il lavaggio dell'impianto ed il successivo trattamento dell'acqua può essere effettuato in qualsiasi momento, e diventa obbligatorio quando si installa una nuova caldaia, sia su impianto preesistente che su impianto nuovo.

Assiteck esegue lavaggi dell'impianto di riscaldamento domestico ed il trattamento dell'acqua in conformità a quanto stabilito dal DPR 59 / 09

COSA

In queste righe affrontiamo brevemente il tema del trattamento dell'acqua degli impianti di riscaldamento. L'acqua è il liquido che circola nei nostri impianti di riscaldamento e nei nostri termosifoni, si usa l'acqua essenzialmente perchè a basso costo e facilmente reperibile. Ma l'acqua così com'è, presenta alcune proprietà chimiche che non sono l'ideale per questa applicazione. Per avere il liquido ottimale basta "trattare" l'acqua che c'è nei nostri impianti.
Il "trattamento" dell'acqua consiste semplicemente nell'aggiungere una modica quantità di un prodotto specifico pulitore per fanghi

Il trattamento dell'acqua di un impianto di riscaldamento deve essere preceduto da un efficacie lavaggio dell'impianto stesso, eseguito con prodotti chimici adeguati quali.

QUANDO

Il lavaggio dell'impianto ed il successivo trattamento dell'acqua può essere effettuato in qualsiasi momento, e diventa obbligatorio quando si installa una nuova caldaia, sia su impianto preesistente che su impianto nuovo.

PERCHÈ

Vi sono tre ordini di motivazioni per procedere con il lavaggio dell'impianto ed il successivo trattamento dell'acqua:

  1. Prevenire o risolvere i problemi per l'impianto e per le caldaie, soprattutto a condensazione. I problemi sono quelli derivanti da:
        - corrosioni, generalizzate e puntiformi,
        - depositi di calcare e incrostazioni,
        - formazione di alghe (per impianti a pannelli radianti, e basse temperature).
  2. Ottemperare ai requisiti legislativi:DL 195 (05) e DL 311 (06) resi attuativi dal DPR 59 (09), che all'articolo 4 comma 14 indica chiaramente l'obbligatorietà di questo intervento.
  3. Risparmiare denaro:questo intervento fa risparmiare denaro sia direttamente in termini di combustibile, sia aumentando la durata e l'efficienza dell'impianto, e riducendo le necessità di interventi di manutenzione. Sebbene sia difficile calcolare con precisione l'entità del risparmio, date le numerose variabili in gioco, alcuni studi indicano che, con un trattamento ben eseguito e con prodotti idonei, si risparmia, come minino, il 2.5% di combustibile, ma si può arrivare anche al 10% ed oltre, se si partiva da un impianto molto sporco.

Con il lavaggio si ripristinano le condizioni originarie dell'impianto, evitando lo smontaggio dei termosifoni e altre operazioni manuali.

Il trattamento di protezione è ancora più semplice in quanto basta aggiungere una bottiglietta , di un prodotto “Protettivo” di elevata qualità e prestazioni, che assicurerà una protezione a lungo termine (fino a 10 anni) dell'impianto e della caldaia. Nel caso l'impianto necessitasse anche di protezione dal gelo, si può effettuare la protezione con liquido antigelo . Se si tratta di un impianto a basse temperature (pannelli radianti) è opportuno completare la protezione con Biocida per prevenire la formazione di Alghe.

Video esempio:

Impianti autonomi:

  • ove possibile, è consigliabile effettuare uno svuotamento completo dell’impianto assistiti da un conta-litri, seguito da riempimento con acqua pulita di rete: oltre a ricavare il volume preciso, che permette di dosare correttamente il condizionante chimico, si otterrà il vantaggio di eliminare le particelle eventualmente circolanti nell’acqua, come fase preliminare di un lavaggio chimico.
  • Se lo svuotamento non è possibile, il contenuto d’acqua si può ricavare se è noto il contenuto di ciascun elemento radiante e moltiplicando per il numero di elementi, aggiungendo infine il volume del vaso d’espansione e il contenuto d’acqua stimato delle tubazioni.
  • Se anche questi dati non sono noti, si può effettuare un calcolo approssimativo con la formula:
    contenuto d’acqua in litri = potenza caldaia in kW x 6
    Va anche tenuto conto del serbatoio di accumulo, che può aggiungere parecchi litri alla capacità di un impianto.

Ecco cosa si trova all'interno delle condutture...

DUREZZA TOTALE DELL’ACQUA
Va indicata la durezza totale dell’acqua di riempimento impianto (rete idrica o pozzo), espressa in gradi francesi (°f).


Che cos’è la durezza totale dell’acqua?
E’ la somma del contenuto di ioni calcio (Ca) + ioni magnesio (Mg) sciolti nell’acqua. 1°f equivale a 10 ppm (parti per milione = milligrammi/litro), quindi un’acqua di durezza 30°f conterrà 300 milligrammi per litro di ioni Ca e Mg. Nelle acque italiane, il calcio prevale nettamente sul magnesio.

Perché ne viene richiesta la rilevazione?
La durezza dell’acqua, quando questa viene portata ad alta temperatura (indicativamente maggiore di 60°C), tende a formare incrostazioni di carbonato di calcio (= calcare), un sale solido e compatto di conducibilità termica circa 100 volte inferiore a quella di un metallo come l’acciaio.
Nel circuito di riscaldamento il calcare si deposita soprattutto sullo scambiatore della caldaia, riducendo lo scambio termico e peggiorando il rendimento della caldaia stessa (anche del 4-5%), aumentando così il costo della bolletta energetica per l’utente. Inoltre manda in blocco la caldaia causando fermate e rotture premature di parti. Nell’impianto ACS, il calcare danneggia lavatrici, lavastoviglie e bollitori, depositandosi nelle tubazioni, ostruendole progressivamente e causando perdita di portata dell’acqua alle utenze.
La durezza dell’acqua di riempimento, oltre ad essere un’utile indicazione del suo potenziale incrostante, determina se per l’impianto sono prescritte apparecchiature atte a ridurre il rischio di incrostazioni, secondo il DPR. 59/09, Art. 4 comma 14, che prescrive con riferimento alla norma tecnica UNI 8065:

  • per impianti di potenza nominale del focolare complessiva compresa tra 100 e 350 kW, un trattamento di addolcimento
  • per gli impianti di potenza maggiore di 350 kW, un filtro di sicurezza (consigliabile comunque in tutti casi) e, se l’acqua ha una durezza totale maggiore di 15° f, un addolcitore
    Tali indicazioni valgono:
  • in assenza di produzione di ACS e in presenza di acqua di alimentazione dell'impianto con durezza temporanea ≥ 25 °f;
  • in caso di produzione di ACS in presenza di acqua di alimentazione dell'impianto con durezza temporanea > 15 °f